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Wellness, terme e vacanze tutto l'anno

La nostra storia dal 1946 al 1992.

Dalle cave per l'estrazione di ghiaia a Sito di Interesse Comunitario: una rivoluzione ambientale senza precedenti. 

Terminata la guerra, molti degli abitanti della "Cittadella del Calanco" andarono via, in cerca di fortuna a Castel San Pietro Terme, Imola o Bologna. Se ne andarono anche i proprietari del Palazzo Calanco e dei poderi agricoli intorno ad esso. I proprietari che si successero fino a Ferruzzi di Ravenna condussero i vari poderi utilizzandoli in parte per allevamenti di bovini ma soprattutto a scopo estrattivo di ghiaia.
Questa attività estrattiva è proseguita dagli anni '50 fino al 1985: in questi anni la grande vallata della tenuta del Calanco è stata completamente stravolta. Basti pensare che, dietro l'attuale Acquapark, c'era un canale che partiva da Casa Ottavia (la potete vedere dietro il parcheggio fotovoltaico da Pianoro del Cielo o dal tapis roulant che porta agli acquascivoli), attraversava la vallata e arrivava fino al mulino del Sillaro (quello che oggi è Ca' Mulino). Anche le superfici della vallata erano più alte, perché nei 40 anni in cui le varie ditte hanno estratto milioni di metri cubi di ghiaia, il livello del terreno si è sensibilmente abbassato. Così anche le case erano state abbandonate perché non interessavano più a nessuno. È rimasta ancora una cava di estrazione di ghiaia a qualche chilometro dal Villaggio, nei pressi di San Martino in Pedriolo: la potete vedere venendo da Castel San Pietro, dopo il centro abitato di San Martino, sulla sinistra. Esiste da tantissimi anni esattamente come le cave che regnavano nella zona del Villaggio in quegli anni.  

 

Quando l'attività estrattiva fu terminata per esaurimento di materia prima, la ditta Ferruzzi di Ravenna pensò di fare della zona una grande discarica, che secondo il progetto doveva partire dalle attuali terme fino ad arrivare al Collelungo, cioè le colline verso Monterenzio. Il centro designato per i primi scavi era situato esattamente dove ora vedete sorgere la piramide gialla dell'Acquapark. Era il 1991.
Fu proprio allora che gruppo Essepienne decise di acquistare dalla ditta Ferruzzi tutti i 17 poderi di cui oggi è composto il Villaggio della Salute Più. Non si trattava di un'oasi come la vedete ora. Pochissimi alberi, e nel territorio abitavano appena due famiglie, nell'unico casolare dotato di allacciamenti. I fasti della cittadella del Calanco erano lontani, le case erano diroccate, mancavano l'acqua ed il gas, e il collegamento elettrico era scarso. Quando la società Essepienne subentrò con l'acquisto nel 1992, i poderi rientravano ancora nel progetto della discarica. 

Ma il gruppo, in attività in campo medico dagli anni '70, aveva un'altra idea, tutelare il territorio e la sua biodiversità. 

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