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Museo della Linea Gotica nelle nostre terre

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con il patrocinio del Comune di Monterenzio |
- Apertura: sabato e domenica ore 10-13 e 15-18 (gli altri giorni su prenotazione).
- Ingresso libero
Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale la località “San Clemente” della Val Sillaro, nel comune di Monterenzio (BO), fu punto di incontro e di scontro degli eserciti internazionali. Ancora oggi è possibile visitare le trincee belliche della Battaglia di Monte Grande nel bosco vicino a Ca’ di Lucca (uno dei casali dell’agriturismo).
Per fare memoria di questa ricchezza storica, il Villaggio della Salute Più ospita il Museo della Linea Gotica nelle nostre terre. Sono in esposizione cimeli originali del secondo conflitto mondiale, realmente appartenuti ai soldati che sono passati per l’Appennino bolognese: attrezzi da campo per scavare buche e trincee, uniformi, cartucciere e proiettili, portadocumenti, ma anche oggetti di tutti i giorni come rasoi e sigarette, per capire la vita quotidiana dei soldati attraverso i loro usi e costumi. Una sequenza di pannelli documentali affianca le vetrine, per permettere a tutti i visitatori di comprendere quali fossero le forze armate coinvolte, e seguire quasi in diretta gli avvenimenti bellici legati al passaggio della Linea Gotica.
Il museo è stato fortemente voluto dal Prof. Antonio Monti, direttore scientifico del Villaggio della Salute Più (originario di Monterenzio), i cui ricordi d’infanzia sono legati proprio al passaggio della guerra nella vallata. Curatore dell’esposizione è Romano Rossi (1960), presidente dell’Associazione Romagna ‘44-‘45 che raggruppa gli storici più accreditati della zona. Rossi si occupa di ricerca storica, in special modo del secondo conflitto mondiale, e del passaggio del fronte in Romagna; collabora con il CIDRA di Imola, con l’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, con lo Stato di Israele, con associazioni di reduci dei reggimenti britannici e con svariati Comuni e Istituzioni. All’allestimento hanno collaborato l’editore Bacchilega, Vito Paticchia dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e i numerosi collezionisti locali che hanno fornito i pezzi in esposizione.
Il museo è visitabile gratuitamente. È previsto inoltre un modulo di fattoria didattica, con possibilità di visita per gruppi e scolaresche al museo e alle trincee, in modo da raccontare anche alle giovani generazioni un pezzo importante di storia locale che ha influenzato l’assetto agricolo e demografico attuale.







